
La pinterestmania continua a diffondersi tanto che non solo, come ho scritto alcune settimane fa, iniziano a comparire i primi cloni del servizio ma c’è anche qualcuno che trova il modo di utilizzare un social network ripensandolo proprio sulla base dell’organizzazione tipica di Pinterest. Si tratta di Pingram progetto – ancora in fase beta – di Gennaro Varriale che unisce Pinterest con Istangram. Come? Pingram cattura i feed da Instagram (i propri , quelli del proprio network, quelli delle foto più popolari) e li propone esattamente come in una bacheca di Pinterest. Al momento l’interazione con i contenuti non è possibile, non si può commentare né gestire le varie immagini sistemandole in diverse “cartelle” (potrebbe essere carina l’idea di utilizzare eventuali tag per gestire in maniera automatica la “profilazione” delle foto). Si può solo utilizzare il tasto Pin it per ripubblicarle nel proprio profilo Pinterest. La navigazione delle immagini però risulta semplice e anche gli eventuali commenti risaltano maggiormente. Sarà interessante seguire gli sviluppi del progetto per capire come saranno affrontati gli aspetti legati al copyright.
Di pochi giorni fa la notizia che Flickr ha disabilitato dal sito la funzione di pinning per le immagini coperte da copyright, come reagirà Instagram all’accesso ai profili dei propri utenti da parte di un sito esterno quale Pingram?
Il tema del copyright è di assoluto rilievo. Come ha fatto giustamente notare Kirsten – appassionata di fotografia e avvocato – nelle condizioni di utilizzo di Pinterest si specifica che le responsabilità dei pin/repin è ad esclusivo carico degli utenti che dovrebbero in linea teorica ottenere l’esplicito permesso dal creatore dell’immagine/del video prima di fare il pin. Questo significa che se un utente caricasse illegalmente qualcosa sulla propria bacheca e per questo dovesse risponderne per vie legali, dovrebbe non solo pagare un proprio avvocato ma saldare anche le spese degli avvocati del servizio. Pin it.
PeerIndex
Non molto tempo fa avevo presentato in un post le
Quando sono all’estero e decido di non navigare in roaming mi rendo effettivamente conto di quanto ormai la mia vita sia scandita dall’utilizzo dello smartphone che porto sempre con me. Consultare
Da tempo volevo leggere qualcosa circa la vita di Steve Jobs. Non l’ho fatto subito perchè in qualche modo la “corsa alla biografia” subito dopo la morte di un personaggio famoso non mi attira per nulla. Alla vigilia della vacanze di Natale però, sprovvisto di una libro da leggere, mi è capitato tra le mani
L’arte del passaparola di Andy Sernovitz è una sorta di manuale che racconta, in maniera semplice e con una miriade di esempi concreti cosa sia il marketing del passaparola, gli strumenti, gli ingredienti e le tecniche per stimolare le conversazioni online e offine attorno a un brand.

La particolarità degli occhiali – oltre la leggerezza e la struttura su aste iniettate senza anima metallica che se scaldate si possono piegare per farle aderire meglio alle nostre forme – sono appunto delle pin, una sorta di spillette magnetiche che, posizionate sul simbolino Tommy nell’asticella vicino alle lenti, consentono di rendere personalizzare l’occhiale. Quattro le varianti: il fenicottero rosa per uno stile glamour, lo stemma Hilfiger per stile sport-chic, i mini occhiali da sole per uno stile scanzonatamente ironico e il teschio (da subito la mia pin preferita) per uno stile rock anticonformista.
Sì perché andando nella pagina facebook di
Lo scorso sabato, da appassionato di videogiochi, ho fatto una capatina al