Pubblicizzando News(paper) Revolution ho scoperto, su segnalazione di Sergio Splendore, il libro di Elena Valentini, Dalle gazzette all’iPad – Il giornalismo al tempo dei tablet. Il testo parte da una semplice considerazione: il giornale fruito tramite tablet, almeno per come è ora proposto dagli editori italiani, sembra avere più elementi di continuità con l’edizione cartacea rispetto a quella online.
Da ciò parte una dettagliata analisi che, partendo dall’evoluzione del quotidiano in riferimento alla dimensione sociale e culturale e dalla storia del sistema informativo, arriva ai giorni nostri ripercorrendo l’origine dei tablet e il loro uso in quanto nuova piattaforma di distribuzione. In particolare, proprio gli ultimi capitoli del libro, mi sono sembrati molto interessanti, anche in virtù di spunti e pareri di giornalisti e studiosi interpellati dall’autrice.
Se è vero che l’introduzione di un nuovo device finisce per (ri)modellare l’intero comparto, allora, nonostante il giornalismo su iPad e simili sia agli albori (e, probabilmente, non stia sfruttando appieno le potenzialità del mezzo), vale sicuramente la pena di approfondire gli scenari che questa nuova tecnologia – e il modo con il quale questa finisca per ripercuotersi nel fruire dei materiali informativi – sta aprendo al giornalismo e ai lettori. Anche perchè, ad oggi, i giornali via App sembrano una delle poche certezze per quel che concerne modelli di business di realtà editoriali sempre più in crisi.
Nonostante l’esperianza di The Daily – il quotidiano nato per iPad citato più volte nel testo – si è ormai esaurita, il testo raccoglie comunque una serie di interessanti riflessioni, ringrazio ancora una volta Elena per aver accettato la mia proposta di “book crossing”.
Mentre scrivevo 


Leggo sempre con molto piacere i testi statunitensi sul web marketing, riescono (spesso) a spiegare con semplicità le potenzialità della Rete basandosi su esperienze dirette e dati oggettivi. Così, quando
Si avvicina il giorno dell’uscita nelle librerie del mio
Sono sempre stato un appassionato di fotografia, mi piace gustare belle immagini e mi affascina anche l’idea di riuscire a fermare il mondo attraverso uno scatto. Da fanatico de
Sono un fanatico di Twitter, ormai è diventata la rassegna stampa alla quale mi rivolgo per scoprire notizie interessanti. Proprio per evitare di perdere tweet ho però in questo giorni deciso di bloccare il numero delle persone che seguo a 200, missione difficilissima perché di utenti che scrivono cose stimolanti sono (per fortuna!) molti, ma ci sto provando (affidandomi anche ai re-tweet di chi seguo), un tetto dovevo metterlo, altrimenti impossibile seguire i profili selezionati in maniera opportuna (sopratutto se per gli aggiornamenti si interroga Twitter solo alcune volte al giorno). In ogni caso, ormai mancano pochi giorni alla fine dell’anno e il periodo nel quale si “tirano le somme” è alle porte. Anche su Twitter. E’ online, infatti, il sito
Alcuni giorni fa mi è capitato tra le mani un piccolo libricino dal titolo
Nei ritagli di tempo, da un po’ di mesi a questa parte, sto lavorando a un mio progetto editoriale legato al mondo del giornalismo online. Si tratta di un saggio sulle modalità di approccio alla Rete dei quotidiani, su alcuni dei tratti distintivi del Web (multimedialità, ipertestualità, interattività…) e sul modo con il quale questi vengano sfruttati per diffondere le notizie. Nessuna ambizione di riuscire a “imbrigliare” un mondo – quello online – sempre in continuo mutamento e sviluppo, quanto piuttosto una riflessione su quanto oggi c’è e ha cambiato il modo di comunicare. L’idea mi accompagna da anni, da quando, al termine del mio percorso di studi, iniziai con la tesi ad approfondire l’approccio giornalistico “telematico”. Termine quest’ultimo che oggi, al tempo dei social network, fa quasi tenerezza, ma che all’epoca, rappresentava, almeno per il sottoscritto, un mondo pieno di nuove sfide, di nuovi strumenti, di nuove possibilità. Quelle i cui sviluppi ho tentato di seguire e di mettere nero su bianco prima che tutto venga nuovamente rivoluzionato.